Facciamo un esempio.
Diciamo che sto camminando, nel bel mezzo di una stradina, secondaria ma trafficata, per raggiungere la mia macchina. Accanto a me una signora anziana con uno di quei bastardini tutto pelo e pennichelle domenicali. E' perfino una meravigliosa giornata di sole, eppure ad un certo punto, non saprei spiegare bene perché, mi fermo. In mano ho le chiavi della macchina che è poco distante, per un riflesso le impugno tra le due nocche, ma senza una ragione apparente, d'istinto. Allo stesso modo, senza una ragione apparente li vedo arrivare, anzi no, per la precisione li vedo apparire da dietro una macchina parcheggiata. Due pitbull, veloci come una frustata, diretti ed improvvisi come un cattivo pensiero puntano il cagnolino della signora. Siamo in quei momenti in cui l'azione procede in slow motion, tuttavia quello che accade in questi casi è sempre questione di secondi. Il padrone, forse memore di qualche brutta esperienza prova a richiamarli da subito, facendo seguire al richiamo uno scatto abbastanza goffo per cercare di bloccarli, il tutto aiutato da un amico. Quello che uno si aspetterebbe è che i due cani, magari territoriali, magari aggressivi, possano ringhiare o abbaiere all'altro cane, per la verità piccolo e malconcio, percependolo come una minaccia o semplicemente come non gradito... dopo tutto siamo nel regno animale, ma quello che succede è leggermente diverso. I due cani non ringhiano e non hanno intenzione di sprecare fiato abbaiando, insomma non fanno molti discorsi. Il primo punta il bastardino, nel senso di piccolo meticcio non nel senso di figlio di puttana, mentre il secondo prende una traiettoria più larga cercando un più facile attacco alle spalle, pavido, ma letale. A questo punto diciamo che uno a scelta fra il padrone dei due ammassi di denti e pelo ed il suo amico, sia un po' meno coglione dell'altro, anche se non di tanto, e che riesca a riprendersi la seconda bestia, quella che stava facendo il giro largo, afferrandogli l'immancabile collare borchiato con un guizzo o per pura fortuna. Purtroppo però il primo, quello che puntava la preda frontalmente, non è riuscito a fermarlo nessuno, troppo veloce, troppo determinato. Il padrone non può fare altro che staccarlo a calci, a danno fatto.
Potrebbe sembrare la solita storiella del cane cattivo, i soliti luoghi comuni o di contro le solite stronzate sul fatto che non esistono cani cattivi (vorrei capire perché se esistono esseri umani che potremmo definire senza vergogna delle teste di cazzo non dovrebbe funzionare allo stesso modo anche per i cani), beh non lo è. E' successo a un metro dal mio naso, vero come la merda.
Tante cose mi sono passate per la testa. Se non mi fossi fermato avrebbero puntato me? Perché, se ad un coglione così era permesso di tenere due cani del genere, a me non era permesso di girare con una fottuta katana? Ma soprattutto, se anziché essere un cagnolino fosse stato un bambino, stessa altezza da terra, collo tenero e fottutamente accessibile, stessa inguaribile aria inoffensiva, sarei riuscito a fare qualcosa? Dopotutto a due cani così stupidi da non distinguere tra una minaccia ed un vecchio bastardino malconcio non si può chiedere di fare della filosofia.
Può sembrare irrazionale, ma sono domande che ti fai a caldo. Purtroppo la consapevolezza che nonostante tutto no, non avrei avuto il tempo di fare niente, mi ha lasciato dentro una rabbia ostinata che corrode. Non tanto per i due coglioni, non tanto per il malcapitato cagnolino, non tanto per quei due patetici agglomerati di testosterone che qualcuno si ostina a chiamare cani (e a cui per in bene di altri cani molto più pacifici auguro di finire sotto ad un camion quanto prima, per inciso) ma per quel senso di inutilità che ti piomba sul collo. E' gelido e bagnato come un temporale e tu sei per strada, nessuna tettoia, nessun riparo e nessun ombrello.
Forse è per questo che la rabbia è un dono, perché così come può bruciare può anche asciugare o forse perché tutte le costruzioni, le sovrastrutture, le impalcature che trova diventano una mucchietto indistinto di cenere, pulito, minimale e sterile. Il punto migliore da cui ricostruire.


