Questo è il genere di pezzi che riesce meglio ai social distortion, le ballate per i tempi duri, times are hard getting harder.venerdì 30 dicembre 2011
Cold feelings in the night
Questo è il genere di pezzi che riesce meglio ai social distortion, le ballate per i tempi duri, times are hard getting harder.lunedì 12 dicembre 2011
Private Hell
Alcune persone non si danno tregua. Io sono una di queste.domenica 6 novembre 2011
Just because of...
Per motivi prettamente musicali stamattina mi sono tornati in mente loro... non sono mai stati tra i miei gruppi preferiti, ma li ho sempre ascoltati molto volentieri e devo dire che vederli dal vivo un paio d'anni fa è stata un'esperienza notevole.Gli Skunk Anansie li ho sempre visti, non solo iconograficamente ma proprio musicalmente, come la controparte più black e più femminile degli Smashing Pumpkins che, per inciso e seppur per un breve lasso di tempo, sono stati un signor gruppo.
Gli Skunk Anansie sembrano meno incazzati, graffianti ed acidi, ma i loro pezzi tristi dicono: ho una ferita nella carne, ma tu vai fuori dai coglioni perché da questa cicatrice in poi finisce noi e comincio Io. A parità di botta, tramvata, tortorata, padellata o capocciata le donne incassano meglio, non c'è niente da fare.
Fatto sta che, al di là di tutte le chiacchiere, gli Smashing Pumpkins si sono sciolti non so quante volte prima di dissolversi definitivamente parecchio tempo fa, mentre gli Skunk Anansie, anche se profondamente cambiati, sono ancora vivi.
I hope you're feeling happy now...
mercoledì 26 ottobre 2011
Little miss can't be wrong (Reloaded)
Nella vita ci sono piaceri semplici, myricae, apparentemente trascurabili che, sotto una veste apparentemente banale, possono assumere importanza e rappresentare qualcosa in base a come siamo, al nostro vissuto, ai nostri riti.martedì 18 ottobre 2011
Just one dance
Punto primo, questo album è meraviglioso, non sentivo niente di così leggero e di classe da tanto tempo. Intendiamoci, non è niente di rivoluzionario, ma è un gran bell'album, fatto bene e con gusto, che riesce, in armonia con un ricco contesto strumentale, a mettere in mostra una voce femminile semplicemente deliziosa.Punto secondo, io non so ballare.
Serve una persona che ti insegni, con pazienza perché in uno spazio così piccolo ci sono troppe cose che succedono e troppe cose da far succedere, un errore può capitare a tutti. Serve una persona capace di farti comprendere un movimento facendotelo sentire più che vedere, facendoti percepire cosa sta succedendo dentro ad un ritmo.
Infine serve una partner di ballo con cui essere in vera sintonia. Che forse è l'aspetto più complicato di tutti e dodici i pezzi che compongono questo album... perché as long as she loves me, I really don't mind
venerdì 14 ottobre 2011
I can't explain, you would not understand

martedì 11 ottobre 2011
But you don't really care for music, do you...?

Stasera avevo voglia di vino, di vino rosso. E' strano perché ultimamente bevo principalmente birra.
lunedì 26 settembre 2011
Sleeping with ghosts

venerdì 16 settembre 2011
Say Hello to Heaven
Premessa: mi sono imposto di usare questo blog per parlare attraverso la musica di tutto, tranne che della musica stessa, questo post è, forse, l'unica eccezione.martedì 13 settembre 2011
In Utero
Sono tre giorni che mi rigiro nel letto a casa, combattendo con caraffe di antinfiammatori e poca pazienza un mal di schiena che non mi dà pace e che quando arriva tende a fare il padrone di casa.domenica 4 settembre 2011
Appetite for Destruction
Penso che l'essere umano ce l'abbia dentro questa pulsione a disfare le cose, a smontarle essendo consapevole che una volta rimontate non saranno più le stesse. domenica 14 agosto 2011
London Calling
Leggevo che per le prossime Olimpiadi inglesi volevano adoperare come inno un famoso pezzo dei Clash che comincia con:lunedì 1 agosto 2011
Staring at Empty Pages
martedì 26 luglio 2011
Bring on the Night

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or, being lied about, don't deal in lies,
Or being hated don't give way to hating,
And yet don't look too good, nor talk too wise;
If you can dream---and not make dreams your master;
If you can think---and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:.
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build'em up with worn-out tools;
If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings,
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "Hold on!"
If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings---nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And---which is more---you'll be a Man, my son!
giovedì 14 luglio 2011
Blue Monk
Un autentico Genio una volta disse:"Non parlo molto perché non è possibile dire a tutti ciò che si pensa, delle volte neppure noi sappiamo che cosa stiamo pensando"
Molto spesso la paternità dei nostri pensieri è quantomeno incerta. Quanto di quello che pensiamo è nostro ed in che misura? Quanto di quello che ci passa per la testa è indotto e quanto è frutto di noi stessi.
La chiave della meditazione è proprio questa, imparare a lasciar passare il chaos dei nostri pensieri, senza legarsi ad essi, per arrivare alla calma necessaria a tradurre ciò che sentiamo nella giusta immaginazione.
Molto spesso infatti il problema è dovuto ad una cattiva immaginazione e la sua soluzione è semplicemente una buona immaginazione.
sabato 2 luglio 2011
mercoledì 1 giugno 2011
All the things you are

La cosa bella del Jazz strumentale è che ognuno può incastrare fra quelle note ribattute le parole che sente più sue.
Il Jazz non è musica di consumo, non ha armonie ovvie, non ha niente di scritto, non ne ha perché non può averne. Solo la volontà e la capacità di comprendere l'intera armonia di un pezzo può portarti ad accettare quella "stonatura" che diversamente sembrerebbe essere completamente fuori contesto, come le parole incastrate su quelle note sghembe, come il breve salto nel vuoto di un gradino che non c'è.
domenica 22 maggio 2011
To you child
martedì 29 marzo 2011
In a sentimental mood

martedì 8 febbraio 2011
Since I've been loving you
Non sono un musicista professionista e non sono, fortunatamente nemmeno un critico musicale, quindi mi riesce molto difficile parlare di musica senza parlare di vita quotidiana e da diversi anni mi riesce difficile parlare di vita quotidiana senza parlare di Aikido.
Sono le cinque e mezza, è venerdì e sono sulla mia macchina, direzione kidojo. Le lezioni cominciano alle sette, ma il venerdì il tatami è libero dalle sei e come succede da diverso tempo io ne approfitto.
E' maggio e fa già abbastanza caldo, l'esame di primo dan è la settimana prossima. In macchina gira a ripetizione un cd con una traccia sola, in loop. Since I've been lovin' you, dall'album Led Zeppelin III, ovvero i Led Zeppelin in tutta la loro maestosità.
Per via dell'esame quando salgo sul tatami sono molto teso e per via delle 12-14 ore settimanali di allenamento a cui mi sottopongo spesso quando comincia la prima ora delle lezioni la sera sono già stanco, ma non importa. Lei continua ciclica ed instancabile, dolce e potente, anche quando non sono più in macchina con lo stereo acceso, anche quando non ho cuffie o casse, mi calma quando sono nervoso, mi carica quando penso di non poter muovere più nemmeno un solo passo.
Sono passati tre anni, tanto aikido, tanta musica e tanta vita da quell'esame ma l'effetto che mi fa quella canzone è sempre lo stesso: un pezzo struggente come solo un blues minore può essere, pieno di energia come può riuscire solo ad un gruppo perfettamente bilanciato ed al culmine della sua ispirazione collettiva. Questo pezzo è un duetto tra il lamento di Robert Plant alla voce ed il geniale fraseggio, tuttora inarrivato per incisività, di Jimmy Page alla chitarra; un pezzo sostenuto da John Paul Jones, un bassista che si permette di accomodarsi con profitto anche alle tastiere e cadenzato alle pelli da John Bonham, un batterista furioso, ma dotato di un tocco magico, ammansito per l'occasione.
Quando penso a questa canzone penso ad una frase del Doshu che è parte intengrante di come io vedo la pratica dell'Aikido: “L'Aikido mi permette di essere gentile a piacere”. Questa canzone è così ricca da poter essere malinconica, potente, graffiante, avvolgente, può essere una rasoiata e può essere una coperta calda, è solo una questione di percezione.
Ho sempre pensato che è riduttivo inquadrare un gruppo come i Led Zeppelin in un qualche genere musicale, dato che hanno scritto, autografato e reso unico un intero, pulsante capitolo di storia della Musica definendone generi e sottogeneri. Ancora più importante è che sono stati fonte infinita di ispirazione per generazioni intere di musicisti venuti dopo di loro e magari anche per chi si ritrova ad ascoltarli come un mantra prima di salire su un tatami.


