lunedì 26 settembre 2011

Sleeping with ghosts


Si fa per dire ovviamente, non è che dorma poi molto.

I pensieri vanno via come fiammiferi bruciati ed io ho una scatola ancora piena.

I Placebo non li ascoltavo da un po' di tempo... correre su una collina e fare un patto con Dio.

Con alcuni fiammiferi ci si brucia le dita e questo forse vuol dire che sono serviti a qualcosa.

Nel frattempo c'è un tizio nello specchio che mi fa un effetto sempre più strano, lui e le birre ghiacciate che ci beviamo insieme. Non più sweet prince, non più the one, forse si sente libero, chi lo sa? Mi facevano notare un po' di tempo fa che un principe presuppone una principessa che va salvata da se stessa; non spesso, no... praticamente sempre.

See you at the bitter end.




venerdì 16 settembre 2011

Say Hello to Heaven

Premessa: mi sono imposto di usare questo blog per parlare attraverso la musica di tutto, tranne che della musica stessa, questo post è, forse, l'unica eccezione.

Praticamente 20 anni fa, per la precisione 20 anni e 5 mesi, usciva questo fantastico album, frutto di uno degli ultimi supergruppi della storia della musica. Si riunirono nella stessa sala di incisione due dei migliori gruppi di quel decennio, due ali estreme del Grunge, che hanno interpretato agli antipodi e di cui sono stati se non proprio i fondatori quantomeno le colonne portanti, i Pearl Jam da una parte ed i Soundgarden dall'altra. Diciamo che se si potesse parlare di un'epica del Grunge, allora questi due gruppi ne costituirebbero il corpus principale.

L'occasione per questa insolita reunion si ebbe, come spesso accade, per un evento tragico, la morte per overdose di Andy Wood, amico comune dei membri delle due band, a cui è dedicata la traccia numero 1 e l'intero album. Detto questo, se qualcuno vuole andare a cercarsi la storia o meglio le storie, sono sicuro che google potrà aiutare, questa non è Mtv, per fortuna.

Sono passati 20 anni dall'uscita di quell'album che credo di aver consumato.

Cazzo, 20 anni... fatemi scendere.

Lo diceva lo stesso Wood cantando Chloe Dancer con i Mother Love Bone: and a dream like this must die...


martedì 13 settembre 2011

In Utero

Sono tre giorni che mi rigiro nel letto a casa, combattendo con caraffe di antinfiammatori e poca pazienza un mal di schiena che non mi dà pace e che quando arriva tende a fare il padrone di casa.

Come in tutti i momenti di eccessiva o forzata staticità sento il bisogno fisico di un sottofondo musicale. Stavo impazzendo per trovarne uno adatto, qualcosa che non mi facesse pensare troppo e che non fosse eccessivamente impegnativo, un ambiente Neutro di musica e parole.

Mi conosco e so che basta azzeccare le prime due o tre tracce e poi il gioco è fatto, come il primo caffè della giornata, ma bisogna stare attenti perché quando fa schifo poi la mattinata lo segue a ruota.

La mia dose di caffeina musicale stamattina erano i Nirvana. Scelta rivelatasi perfetta.
E' difficile da spiegare come sia possibile che dopo più di 14 anni, ovvero la metà della mia vita, riesca ancora ad ascoltare una band del genere, dopo essermi fatto passare nelle orecchie e tra le dita tanta musica che, parliamoci chiaro, è fatta infinitamente meglio.

Possiamo dirla così, i Nirvana non mi hanno mai promesso un cazzo.
Non mi hanno promesso rock n roll all night né party everyday,
non mi hanno promesso l'Amore,
non mi hanno promesso sesso,
non mi hanno promesso un mondo migliore né rivolte per ottenerlo,
non mi hanno promesso nessun tipo di trionfale vittoria.
Forse perché troppo depressi e minimalisti per poterselo permettere, non lo so, sta di fatto che le promesse tendono ad essere pericolose quando cominci a crederci ed a farti male quando smetti.
In questo senso i Nirvana pericolosi non potrebbero esserlo nemmeno volendo e questo li rende sicuri, questo li rende un utero musicale.



domenica 4 settembre 2011

Appetite for Destruction

Penso che l'essere umano ce l'abbia dentro questa pulsione a disfare le cose, a smontarle essendo consapevole che una volta rimontate non saranno più le stesse.
Questa pulsione è tanto più irrefrenabile quanto più la cosa che si vuole smontare è Animata, come potrebbe esserlo un sentimento, uno stato d'animo, una relazione fra due individui.

Come diceva De Luca i fulmini sono bambini che cercano l'anima delle cose a colpi di martello beh gli uomini, intesi come specie, sono come i fulmini.