Nella vita ci sono piaceri semplici, myricae, apparentemente trascurabili che, sotto una veste apparentemente banale, possono assumere importanza e rappresentare qualcosa in base a come siamo, al nostro vissuto, ai nostri riti.L'odore di caffè che ti entra nelle narici appena sveglio, le labbra che si appoggiano alla tazzina, quel sapore piacevolmente nocciolato, la caffeina che entra in circolo buttando giù dal letto i neuroni che hanno tirato tardi la notte prima.
Le mani che vanno rapide, ma senza fretta al pacchetto di lucky strike dopo i primi sorsi di birra, preferibilmente rossa e belga, il rumore della pietra dell'accendino, la fiamma e la prima boccata che placa i primi, impercettibili segni della dipendenza da nicotina.
Il sangue che si riscalda dopo il primo sorso di vino rosso per accompagnare un bel piatto di trippa alla fiorentina fumante, mangiata d'inverno e per strada con un freddo che ti congela le dita e ti condensa i pensieri permettendoti di riconoscerli più lucidamente che mai.
Questo album, uscito ormai più di venti anni fa, è dedicato ad uno di questi piaceri semplici, la pentatonica.
Usata nelle dieci tracce che compongono l'album in tutti i modi possibili: per la struttura melodica, per il fraseggio della chitarra o per gli assoli e sempre in modo impeccabile.
A fare da collante c'è una ritmica funky che, ottimamente pompata dalle linee di basso, risulta essere il tratto più riconoscibile di questo album, un vero marchio di fabbrica forse più distintivo della voce stessa, leggera e perfettamente nel mood dall'inizio alla fine.
D'altronde gli Spin Doctors non sono stati semplicemente un gruppo musicale, uno di quelli che va in studio, prova, registra e fa i concerti, sono stati una jam band, come i Phish se sapete di cosa parlo. Questa è gente che si vedeva, chiacchierava, cazzeggiava, poi a un certo punto tutti prendevano gli strumenti e cominciavano a suonare senza interruzioni per un tempo che poteva variare dai dieci minuti alle dieci ore. La musica c'entra fino a un certo punto in questi casi, la si può chiamare alchimia, chimica, magia, lo si può chiamare culo... fatto sta che da quel marasma qualcuno ha ritagliato un'ora di materiale per farlo diventare un album cinque volte disco di platino... la cosa giusta, al momento giusto.
Fosse finita qui sarebbe roba di poco conto...
E invece No, non è roba di poco conto.
Certi momenti apparentemente banali, certe sensazioni apparentemente trascurabili, certe premure apparentemente inutili, non fanno miracoli, ma possono aiutare la mente a predisporsi nel modo giusto per capire, comprendere, affrontare, risolvere e la mente predisposta nel modo giusto può diventare potentissima, può fare anche miracoli in un certo senso.


