venerdì 14 ottobre 2011

I can't explain, you would not understand

Da bambino giocavo coi lego, che ai miei tempi si chiamavano: le costruzioni.
Mi piacevano da morire. Mio padre mi vedeva tirare su le cose più strane con quei mattoncini e forse immaginandosi una vocazione scientifica mi chiedeva speranzoso: "ohhh ma che bravo, cosa vuoi fare da grande?" e io "il muratore!" e lui con una punta di divertito sconforto: "ma come il muratore?" e io "si, voglio costruire le case, i ponti, i castelli..." mio padre rideva e mi lasciava a giocare per terra, circondato da una esplosione di mattoncini di tutti i colori e di tutte le forme, roba che se avessi messo una bomba nella scatola delle costruzioni sicuramente avrei contenuto meglio il raggio di dispersione di quegli oggettini.

Un giorno, dopo ore di pazientissimo lavoro, ci riuscii...
Tirai su un palazzo di tre piani, usando tutti i mattoncini che avevo, era una cosa meravigliosa. Ero così contento che lo lasciai lì gonfio di soddisfazione: passavano i giorni ed io passavo il tempo a contemplarlo, ma col tempo lo guardavo sempre di meno, finì che dopo un po' lo lasciai lì.
Qualche giorno dopo dopo non ce lo trovai più, mia madre lo aveva visto tutto impolverato (ovviamente in salotto) e l'aveva rimesso a posto, smontandolo grossolanamente.
Ricordo quanto mi incazzai, la povera donna mi disse: "stava lì e tu non ci giocavi più ormai". Sarà pure stata una povera donna, ma devo riconoscerlo, mi fregava sempre.

Fintanto che i miei mattoncini erano cristallizzati in quella forma, seppure meravigliosa, io non potevo utilizzarli per farci nient'altro e per questo avevano finito col perdere interesse e quindi significato.

Le certezze che ci portiamo dentro sono così: just another brick in the wall.
E' bene non affezionarsi troppo alla forma contingente che possono assumere in un particolare momento, basta sapere che è sempre possibile costruirci qualcosa distruggerlo e ricostruirci qualcos'altro, in potenza i mattoncini hanno tutte le forme che possiamo pensare, offrono possibilità infinite.

1 commento:

LexMat ha detto...

Purtroppo abbiamo spesso il bisogno di queste forme contingenti, oppure non riusciamo a vedere altro che queste, nelle cose e persone attorno.
Adam Link